La Gamma GT, o GGT, è un enzima coinvolto nel metabolismo del glutatione e spesso viene utilizzato per valutare il fegato e le vie biliari. Un suo aumento può essere collegato a diversi fattori: alcol, fegato grasso, farmaci, colestasi, infiammazione, stress ossidativo e alterazioni metaboliche.
Uno degli errori più comuni è guardare la GGT come un valore isolato. In realtà diventa molto più significativa quando viene letta insieme ad ALT, AST, ALP, bilirubina, trigliceridi, glicemia, insulina, ferritina e PCR.
Una GGT alta in presenza di trigliceridi alti, glicemia alterata e pancia addominale può suggerire un terreno metabolico sfavorevole. Se invece GGT e ALP sono entrambe alte, bisogna valutare meglio anche il flusso biliare e le vie biliari.
Dal punto di vista nutrizionale, la priorità è togliere carico al fegato. Questo significa ridurre o eliminare l’alcol, limitare zuccheri liquidi, dolci, farine raffinate, snack continui, fritti e alimenti ultra-processati.
Sono utili verdure amare e ricche di fitocomposti: carciofo, cicoria, rucola, radicchio, broccoli, cavolo, finocchio, prezzemolo e verdure a foglia verde. Possono essere utili anche olio extravergine d’oliva, pesce azzurro, fibre, legumi ben tollerati e spezie antiossidanti.
Anche il ritmo dei pasti conta. Cene troppo abbondanti, alcol serale e sedentarietà peggiorano spesso il quadro.
La GGT alta è un segnale da ascoltare. Non serve paura, serve precisione: capire il carico epatico e alleggerirlo con una strategia personalizzata.
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